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Per quanto tu l’abbia vista in foto o in tante cartoline, per quanto te l’abbiano raccontata, resta un’esperienza mozzafiato. Quando pian piano la roccia digrada non si può non rimanere qualche istante ammutoliti: la rocca di tufo a strapiombo, il ponte che sembra quasi sospeso, i calanchi alle spalle delle piccole case medievali.

Siamo tra Orvieto e Viterbo, e questa è Civita di Bagnoregio, una piccola oasi a 443 metri s.l.m. Per chi arriva qui per la prima volta, ai piedi del ponte lo spettacolo è affascinante ma anche un pizzico inquietante. 300 metri di ponte di cemento che attraverso la vallata salgono ripidamente nel vuoto fino a collegarsi con la scalinata di accesso al borgo. Ma lo spettacolo vale la fatica della salita. Una volta davanti porta S. Maria lo sguardo si perde. civita dir bagnoregio

Entrando nel borgo lasciatevi conquistare da tutti i suoi vicoli, tra archi, logge, balconi e piccole finestre; siete entrati in un mondo antico, lontani dal caos e dal fragore cittadino, dove non c’è spazio per le auto e per lo smog. Il bello di visitare Civita è proprio perdersi nel suo labirinto di viuzze, per scoprire angoli nascosti, case signorili o scenografici scorci sui calanchi, quelle creste di argilla dalle forme frastagliate modellate nei secoli dai torrenti e delle piogge. Scoprili nella nostra Photogallery!
DA NON PERDERE...

Porta Santa Maria
Aperta da un arco in peperino e sormontata da una loggetta, reca due bassorilievi che raffigurano un leone che tiene un uomo con gli artigli, metafora della cacciata dei Monaldeschi.
Piazza San Donato
È la piazza principale del borgo, e anche lo spazio più ampio che troverete. La pavimentazione, di breccia e terra, ci riporta in un attimo al tardo medioevo. Un groviglio di stradine si dipana in ogni direzione. Scegliete il vostro percorso, oppure entrate nel Duomo di San Donato, la cui facciata domina la piazza. Al suo interno la chiesa conserva un pregevole crocifisso ligneo quattrocentesco, della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino.
Il Museo geologico e delle frane
Adagiata su un colle di tufo stretto tra i profondi burroni dove scorrono il Rio Chiaro e il Rio Torbido; esposta a piogge e vento Civita viene erosa costantemente. Il Museo illustra la geologia del paese e della Valle dei Calanchi, i processi di instabilità in atto sui versanti, le opere di monitoraggio e di stabilizzazione, le frane storiche, la storia e la lotta di Civita per la sua sopravvivenza. Per non chiamarla più la “città che muore”.
La casa di Pinocchio
Abitazione storica in cui sono state girate alcune scene del film Pinocchio del 2008.
La Tonna
La prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre si tiene nella piazza centrare di Civita una rocambolesca corsa. Simile al palio di Siena, prevede una gara tra fantini correndo in cerchio (da cui il nome). I fantini però, cavalcano gli asini.
Presepe vivente
Oltre 50 figuranti in costume d'epoca rappresentano la natività di Gesù. E’ possibile assistere a questa straordinaria manifestazione nei giorni del 26 dicembre, 1 e 6 gennaio dalle 17.00 alle 19.00.
Festa della castagna
Caldarroste fumanti in tutto il borgo intorno a metà ottobre.

Testo di Manuela Rosellini.